IL MIO INTERVENTO DI PRESENTAZIONE DEL PROGETTO
Sono particolarmente lieto di presentare alla stampa e alla cittadinanza un progetto che ben rappresenta una idea innovativa di welfare, che risponde con l’ innovazione alla crescente e rinnovata domanda di assistenza e di protezione sociale. Nuovi bisogni per nuove eta’ della vita che chiedono di essere vissute nella qualita’, nella salute, nella vicinanza della comunita’. Il progetto BADABENE ambisce ad essere questo, ad essere un efficace esperimento per offrire nuove risposte alle persone anziane e alle loro famiglie, per allargare la platea dei beneficiari e le soluzioni che favoriscono la domiciliarita’ di qualita’, per promuovere l’emersione del lavoro nero o opaco, per favorire lo scambio intergenerazionale fra giovani e anziani. Tutto questo e’ BADABENE. Tutto questo e’ reso possibile da un contributo importante di INPDAP pari a 1 mln €. e da un impegno che va oltre il contributo e che vede un Istituto di Previdenza interpretare il proprio ruolo in modo dinamico, oltre l’ovvio delle proprie reponsabilita’ tradizionali, per andare incontro ai nuovi bisogni, alle nuove dinamiche sociali, ad una nuova domanda di cittadinanza delle persone anziane dopo la fine dell’eta’ lavorativa. Uno sforzo quello di INPDAP che davvero merita un plauso.Questo progetto si inserisce in un quadro cittadino che vede oggi quasi 100.000 anziani over 65 con una fortissima incidenza degli ultraottantenni, con l’evidente conseguenza sulla domanda di servizi socio-sanitari complessi e sull’attivazione e il sostegno della rete di caregivers.
In cosa consiste BADABENE?
BADABENE e’ un progetto composito che mette insieme piu’ azioni rivolte agli anziani e alle loro famiglie.
PRIMA AZIONE: CONTRIBUTO BADABENE
Un contributo economico erogabile ai pensionati INPDAP che necessitano di assistenza domiciliare e attivano un contratto con una assistente familiare. Il contributo e’ di € 500 una tantum erogabili una volta sola a fronte della presentazione del contratto di lavoro attivato a partire dal 1/6/2011. L’obiettivo e’ quello di dare un sostegno economico alle famiglie a compensazione delle spese per la messa in regola con contratto regolare delle assistenti familiari, di semplificare la selezione dell’assistente familiare attraverso il PUNTO UNICO ASP GIOVANNI XXIII e di qualificare le assistenti familiari attraverso uno specifico iter di formazione e tutoraggio domiciliare rispetto ad una domanda che si fa sempre piu’ particolareggiata e giustamente esigente. Dunque emersione del lavoro nero, incontro domanda e offerta e formazione per rispondere alle specifiche esigenze famigliari. L’aspettativa, l’obiettivo e’ raggiungere circa 6/700 anziani e dunque famiglie. Sulla base delle effettive domande soddisfatte, in corso d’opera, se dovessimo registrare un numero basso di adesioni, rimanendo invariata la disponibilita’ economica, potra’ essere innalzato il contributo/persona. Questa azione avra’ una portata di €400.000. BENEFICIARI: pensionati INPDAP, ultra 65enni, ISEE inferiore ai € 22.300, contratto con assistente familiare attivato a partire dal 1/6/2011. Le assistenti famigliari dentro al sistema dell’assistenza domiciliare, dando dignita’ lavorativa e contributiva a queste professioni invisibili. Ci tengo a sottolineare come il Comune di Bologna, abbia su questo anche un altro progetto che si interseca con questo, che e’ il progetto RIISBO, attraverso il quale viene fornito alle famiglie, nei due centri per l’impiego di Bologna e San Lazzaro e allo sportello comunale per il lavoro di San Donato, un servizio di incrocio domanda/offerta di lavoro di cura, attraverso un analisi del bisogno, delle competenze necessarie e di una apposita banca dati delle assistenti famigliari.
SECONDA AZIONE: CONTRIBUTO ALLA CURA
Un contributo economico erogabile ai pensionati INPDAP in particolari condizioni di grave nonautosufficienza per cui il contributo costituisca condizione essenziale per garantire la permanenza al proprio domicilio.
Ci tengo a sottolineare, a garanzia dell’equità e della natura non discriminatoria dell’intervento, che le modalita’ e i requisiti di accesso, gli importi erogabili, le modalita’ di pagamento sono i medesimi, gli stessi previsti per l’assegno di cura. Come per l’assegno di cura e’ prevista l’erogazione per 6 mesi prorogabili di altri 6. Richieste fatte entro il 31/7/2012 e fino ad esaurimento del contributo INPDAP. Non tutte le domande soddisfatte e titolo preferenziale ai casi piu’ gravi come da valutazione UVG (come assegno cura). Contributo non cumulabile con assegno di cura. Ci consente di allargare la platea dei beneficiari di un contributo di cura, oggi ancora troppo esigua rispetto alle necessita’. Ipotesi e’ quella di dare risposta a circa 40 anziani nonautosufficienti che altrimenti sarebbero rimasti senza risposta. Circa € 200.000 per questa azione.
TERZA AZIONE: PREVENZIONE
Si tratta di attività gratuite di promozione della salute, di lotta alla sedentarietà, di lotta alla solitudine, di lotta all’isolamento e di allontanamento della fase di nonautosufficienza per anziani con piu’ di 65 anni in buone condizioni di salute. Prevedono passeggiate in compagnia nei parchi cittadini con l’affiancamento di giovani professionisti neolaureati in Scienze Motorie, Scienze della Formazione, Psicologia e Sociologia (che vedo in sala e che saluto e ringrazio). Si tratta di gruppi di cammino (2 uscite settimanali) con il tutoraggio di questi ragazzi che hanno realizzato in questi mesi un percorso di formazione specifica, e che saranno organizzati in mini equipe territoriali composte da 3 persone (scienze motorie, psicologia/sociologia, scienze formazione) per ogni quartiere che lavoreranno sulla prevenzione con esercizi fisici, allenamento della memoria, lotta all’isolamento nel contesto del Quartiere. Ci tengo a sottolineare come, nella pur vasta esperienza del Comune in materia di prevenzione e promozione della salute e dei corretti stili di vita, si tratta del primo intervento capillare, ossia su tutti i quartieri della citta’. Il progetto coinvolge 31 neulaureati per cui si sono attivate borse di studio rinnovabili e precisamente 27 tirocinanti per le 9 mini equipe territoriali piu’ 2 tirocinanti che costruiranno la comunicazione del progetto in collaborazione con l’ufficio comunicazione dell’ausl e con l’ufficio stampa del Comune e 2 tirocinanti in scienze statistiche che costruiranno un osservatorio epidemiologico di progetto con la collaborazione dell’AUSL. Ci tengo a sottolineare l’importanza di un progetto che si fonda sulla collaborazione interdisciplinare ma soprattutto intergenerazionale, che al classico “ah questi giovani d’oggi” e al conseguente “mamma mia quel vecchio” dovra’ far prevalere la collaborazione e la sinergia e l’incontro fra storie e vissuti diversi. Una bellissima sfida nella sfida.
Questi i tratti salienti di un progetto, su cui poi diranno in modo piu’ approfondito gli altri relatori, che non si da l’obiettivo di essere risolutivo di tutti i problemi ma di arricchire la cassetta degli attrezzi per l’innovazione sociale con particolare riferimento alle persone anziane della citta’. Proprio sugli anziani abbiamo attivato, in questi giorni, un tavolo specifico con le OO.SS. Per dare organicità agli interventi rivolti agli anziani, per evitare sovrapposizioni a cui fanno necessariamente da contraltare vuoti, per dare risposte uniformi su tutto il territorio comunale, per lavorare in modo più efficace sulle fragilita’ attivando anche la rete del volontariato e del terzo settore, per fare una ricognizione attenta di tutto il capitale sociale presente sul territorio.
Ecco su questo ci tengo a fare una sottolineatura e su questo concludo. Questa di BADABENE e’ una risposta di comunità. Tanti soggetti diversi, rappresentati a questo tavolo, ognuno con un contributo da offrire per una soluzione comune ai problemi emergenti e alla richiesta di qualita’ lungo tutte le eta’ della vita. Un progetto che mette al centro il cittadino, le reti primarie che si muovono intorno a lui a partire dalla famiglia che recupera un ruolo non solo come soggetto portatore di bisogni ma anche di risorse. Un progetto che realizza cio’ attraverso una piu’ forte alleanza fra istituzioni, organizzazioni e cittadini nell’ambito di una governante partecipata che valorizza il capitale sociale. Lo fa attraverso una responsabilizzazione competente del territorio orientata a dare soddisfazione ai bisogni evoluti di qualita’ della vita, andando oltre la logica consumistica di domanda e offerta di servizi. Superando, nella concretezza, sia l’idea di welfare state sia di welfare mix che di fatto non modificando il modello lavora esclusivamente sulla riduzione dei costi,per costruire una idea di welfare community o welfare civile, come lo chiama il Prof.Zamagni, in cui le risorse del territorio sono tutte mobilitate, dentro diverse e differenziate responsabilita’, per dare risposte dinamiche, plurali, efficaci ed efficienti alle domande di cittadinanza e di protezione sociale delle fragilita’. Su questa strada, come Comune, intendiamo proseguire.
Non mi resta che ringraziare tutti i partner di questo progetto, i giovani che hanno offerto la loro professionalità al progetto e L’Universita di Bologna che le forma, le assistenti famigliari, l’INPDAP per la lungimiranza, la convinzione e l’impegno che davvero spero che si consolidi anche negli anni a venire, le OO.SS. con quali abbiamo realizzato un importante accordo che, a partire da questo progetto, mette al centro l’inserimento del lavoro di cura privato a domicilio nel sistema dei servizi alle persone nonautosufficienti e il sostegno attivo alle reti familiari con anziani a carico, e, ultimo ma non ultimo, il Dipartimento Servizi per le Famiglie del Comune, a partire dalla Dottoressa Bonzagni, che su questo progetto hanno speso,come sempre e come sul resto, energie e competenza.